Il lonfo

Chi ritiene che il sonetto sia  “cosa” morta e sepolta veda di ricredersi. Un etnologo, non un poeta, ha creato un testo che non ha alcun senso, ma utilizzando magistralmente endecasillabi in quartine e terzine. E fa ridere.

Il lonfo

Il Lonfo non vaterca né gluisce
e molto raramente barigatta,
ma quando soffia il bego a bisce bisce
sdilenca un poco e gnagio s’archipatta.

E’ frusco il Lonfo! E’ pieno di lupigna
arrafferia malversa e sofolenta!
Se cionfi ti sbiduglia e ti arrupigna
se lugri ti botalla e ti criventa.

Eppure il vecchio Lonfo ammargelluto
che bete e zugghia e fonca nei trombazzi
fa lègica busìa, fa gisbuto;

e quasi quasi in segno di sberdazzi
gli affarferesti un gniffo. Ma lui zuto
t’ alloppa, ti sbernecchia; e tu l’accazzi.

Fosco Maraini

(D’accordo, Fosco Maraini è, purtroppo, morto, ma c’è ancora chi scrive sonetti ed è vivo e vegeto).

Eccovi la lettura di Gigi Proietti:

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